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| Ultimo aggiornamento :
16/05/2006 alle 16.04.31 |
| Iniziative | ADELINA "LIBERA" DAL RACKET DELLA PROSTITUZIONE
Anche la Questura di
Potenza ha avuto il piacere di incontrare e conoscere Adelina, giovane
albanese che ha conosciuto l'orrore di essere schiava del racket della
prostituzione ma resa "Libera" da quelli che lei chiama "Angeli" della
Polizia di Stato della Squadra Mobile di Varese.
Sulla storia
di Adelina si è già detto tanto, e il suo libro, scritto in collaborazione
con il giornalista Mauro Cento, è solo un modo per cercare di dare voce ad
un orrore che parole non ha, ed al coraggio di una giovane donna che ha
avuto la forza di liberarsi da una schiavitù che purtroppo attanaglia
ancora tante altre persone.
Il Questore della Provincia di
Potenza Dott. Vincenzo Mauro ha fortemente voluto quest'occasione di
incontro con Adelina e la stampa locale ma non solo: sono state
invitate tutte le associazioni di volontariato che tanto fanno a sostegno
del lavoro delle forze dell'ordine accogliendo giovani donne o madri con i
propri piccoli, violentate e maltrattate in famiglia, o donne come Adelina
in fuga dai propri persecutori.
Telefono Donna con il proprio
direttore Cinzia Marroccoli, la Caritas, il Centro Natasha, Stella del
Mattino, psicologhe dell'azienda Ospedaliera "San Carlo" e del Tribunale
per i Minori e pubblici ministeri della locale procura impegnate in prima
linea nel combattere tali forme di illegalità.
I numeri di tale
fenomeno non sono in realtà altissimi nella provincia di Potenza.
L'Ufficio Immigrazione della Questura di Potenza, dal 1998, anno di
introduzione del d.lgs. 896 più conosciuto come Legge "Turco -
Napolitano", ha visto l'applicazione in soli dieci casi dell'art. 18,
dedicato al rilascio di uno speciale permesso di soggiorno per scopi di
protezione sociale, quello per intendersi, di cui ha goduto
Adelina.
Tale permesso, rilasciato dal Questore, va esteso non
solo ai casi di sfruttamento della prostituzione ma a tutti i casi di
sfruttamento umano che purtroppo, sono molto frequenti. Il permesso trova
un suo seguito nell'accoglienza dello straniero in una casa di recupero e
poi il suo reinserimento nel sociale, come è accaduto per
Adelina.
Tutto ciò è stato illustrato nel corso della conferenza
stampa tenutasi il 9 maggio in questura dove moderatore del tavolo è stato
Mimmo Sammartino direttore della Gazzetta del Mezzogiorno,
giornalista e scrittore che prima di lasciare la parola alla protagonista
e alle sue emozioni, ha invitato il dirigente della Squadra Mobile
Luisa Fasano a fornire un contributo al dibattito. Il citato
funzionario ha ringraziato Adelina per il messaggio che, attraverso lei e
mediante il suo libro viene lanciato a tutti coloro che, soprattutto in
provincia, possono trovarsi nelle sue stesse drammatiche condizioni
affinché sappiano di poter contare su di una struttura, quella della
Polizia di Stato, che può davvero essere un'ancora di salvezza, come lei
stessa ha potuto testimoniare, dando voce in questo modo anche a chi non
ha più neanche la forza di gridare aiuto.
Le conclusioni sono
toccate al signor Questore dott. Vincenzo Mauro che ha portato alla
platea la sua umana esperienza da Questore di Siracusa, dove gli sbarchi
di clandestini - sfruttati e torturati - erano all'ordine del giorno:
"...mi sono trovato un giorno a dover decidere nella completa
solitudine sull'applicazione dell'art.18 nei confronti di uno straniero
che si era macchiato di un grave delitto. Ero molto combattuto fra il
proteggere una persona che aveva commesso un reato o lasciarlo alla morte
che lo avrebbe colpito nel suo paese a seguito dell'espulsione. Ho deciso
per il rilascio del permesso e mi sono sentito subito
sollevato".
Non si può applicare una norma senza metterci il
proprio cuore e la propria etica quando il fine è quello di salvare una
persona, comunque sia, decidere con responsabilità su un'applicazione
dubbia assume un significato fondamentale. Ed è questa la grande
umanità che sottende agli appartenenti alla Polizia di
Stato.
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