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E’
finito in manette con la triplice accusa di induzione,
sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione. Ma
dovrà rispondere anche di violenza sessuale e violazioni
della leggi che regolano l’immigrazione il 19 romeno, di
etnia rom, fermato giovedì dagli agenti della Squadra
Mobile della Questura varesina. L’operazione è scattata
dopo la denuncia di una ragazza rumena di 28 anni che
agli inquirenti di Genova, città dove era arrivata
scappando dal proprio sfruttatore, ha raccontato tutta
la sua storia. Una storia uguale a quella di tante altre
ragazze arrivate in Italia per inseguire un miraggio. E
così è stato: prima l’incontro a Genova in discoteca con
il 19enne rumeno, poi le promesse di una convivenza
felice e l’arrivo a Varese. Ma qui, nella Città
giardino, il sogno della giovane si è infranto, andando
a sbattere contro una realtà fatta di minacce, violenza
e prostituzione. Con i clienti procurati, giorno per
giorno, dallo stesso compagno, con le prestazioni da 150
euro per volta. Soldi che finivano dritti nelle tasche
del rumeno, pronto anche a violentarla quando la
poveretta si rifiutava di esaudire i suoi desideri
sessuale. Segregata in un appartamento di viale
Belforte, al civico 11, insieme ad un’altra giovane
connazionale la 28enne è però riuscita, grazie alla
complicità dei clienti, a raggiungere Genova, città in
cui abita la sorella. Poi è stata la volta degli
accertamenti di magistrati e agenti che hanno
ricostruito una vicenda, non ancora completamente
chiusa. Di certo c’è che la 28enne e l’altra sua
connazionale sono ospitate, per il momento, in una casa
famiglia nell’attesa che la giustizia faccia il suo
corso. Il 19enne è invece ancora dietro le sbarre, dopo
la convalida del fermo ad opera del magistrato.
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