
![]()
|
Presentato in Questura il libro che racconta la storia della giovane donna albanese un tempo schiava del racket. Oggi è "Libera" ma rischia l'espulsione Adelina, fuggita dalla strada salvata da "angeli in divisa" |
|
Nelle parole di Adelina c’è molta purezza e ingenuità, nonostante i terribili ricordi. Nella sua vita la parola normalità non è mai esistita: o violenza o dolcezza, o schiavitù o libertà, o angeli o demoni.
Dieci anni
fa è venuta dall’Albania come schiava del
racket della prostituzione, quando era poco più che una
ragazzina, dopo essere stata sequestrata, violentata e
trasformata in una prostituta. La presentazione del suo libro si è svolta in questura a Varese, accanto a quelli che Adelina chiama continuamente «i miei angeli». Sono gli agenti di polizia, il capo della Squadra mobile, gli operatori della comunità di recupero di cui era ospite, i carabinieri, il giornalista di Telesettelaghi, Mauro Cento, che ha curato la prefazione del libro e l’ha aiutata a scriverlo. Insomma tutti coloro che hanno contribuito a realizzare il suo sogno di libertà. Già perché la sua libertà è il frutto della sua caparbia determinazione, dell’applicazione dell’articolo 18 del testo unico che disciplina l’immigrazione in Italia, ma soprattutto della tenacia con cui le forze dell’ordine l’hanno aiutata, difesa e accolta.
«I miei angeli – dice rivolta agli agenti di polizia - mi hanno aiutata quando avevo bisogno. Mi hanno comprato le medicine, pagato i biglietti del treno, dato da mangiare quando avevo fame. Loro fanno bene il loro lavoro, mi è capitato di chiamarli nel cuore della notte. Ci sono sempre, perché loro sono degli angeli e si organizzano. Sono la mia famiglia, mio padre e mia madre, i miei fratelli e i miei amici. Sono tutto per me».
|
![]()
|
![]()
Di Adelina colpisce la forza di volontà e lo sguardo. «I miei occhi hanno visto tanto e molto non è stato bello da vedere» dice Adelina. I suoi occhi truccati di nero, così grandi e profondi, così stridenti sulla camicetta bianca e il corpo minuto, sono lo specchio di quell’esistenza.
Prima del libro
aveva preparato un opuscolo su come uscire dalla
schiavitù e dalla prostituzione, realizzato in formato
tascabile, in modo che le giovani prostitute potessero tenerlo
in tasca all’insaputa dei propri sfruttatori. Ha anche
costruito un sito internet dove racconta la sua storia e ha in
mente una pubblicità progresso per aiutare le ragazze di
strada. Venerdi 23 Settembre
2005 | |