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8 MARZO: EX PROSTITUTA RINGRAZIA POLIZIOTTI PDF Stampa E-mail
martedì 08 marzo 2005

ImageAdelina, salvata dal racket, ringrazia i poliziotti sul sito della Polizia. Era una giovane albanese costretta a prostituirsi. Oggi è una donna felicemente sposata ed invita tutte le schiave del sesso a denunciare i propri aguzzini

Roma, 8 mar. (Adnkronos) - Adelina ringrazia gli ''angeli''
della questura di Varese che l'hanno aiutata a sottrarsi al racket dello sfruttamento sessuale. La Polizia ha scelto la storia a lieto fine di una giovane albanese per ricordare la giornata dedicata alle donne sul sito www.Poliziadistato.it. Adelina ha trovato il coraggio di ribellarsi ai suoi sfruttatori, di lottare e di riacquistare, con l'aiuto della Polizia, la sua dignita' e la sua liberta'.

Oggi e' una donna sposata e serena e vuole lanciare, attraverso il sito della Polizia, il proprio messaggio di fiducia e speranza alle donne vittime dello sfruttamento della prostituzione: ''tutte voi che siete sulla strada -scrive- e volete dire 'basta' alla schiavitu' della prostituzione, prendete coraggio e chiamate il 113 (Polizia) o il 112 (Carabinieri) da ogni telefono. Ricordate: loro stanno aspettando la vostra chiamata!''. 

Riferendosi agli agenti della Polizia di Stato li chiama ''i miei angeli'' e li raffigura con tanto di ali e aureola in un disegno che ha voluto inviare alla Polizia, rifacendosi al tema che per tre anni ha caratterizzato il calendario istituzionale ''Loro ci
vedono cosi'''. Adelina, cosi' si fa chiamare oggi, e' una giovane albanese che come tante sue connazionali e' venuta in Italia non ancora ventenne con la speranza di trovare una vita migliore.

Delusa, picchiata, minacciata e sfruttata dal racket della
prostituzione, ha dovuto subire maltrattamenti e vere proprie
''torture che -dice- mi hanno lasciato il segno dentro e fuori. Ho ancora le bruciature delle tante sigarette che mi sono state spente sul seno e sono arrivati perfino a farmi un taglio profondo in una coscia con un coltello, inserendoci poi del sale e chiudendo tutto conuna doccia ghiacciata''.

La ragazza ha scritto spesso al sito Internet, ringraziando la Polizia di Stato per averle restituito la voglia di sorridere. ''Avevo paura di ridere, avevo paura di parlare, avevo paura di sognare e avevo paura perfino di piangere- scrive in una poesia che inviata per e-mail- ma tutto cio' e' soltanto un brutto ricordo.

Vorrei gridare ad alta voce grazie a tutta la Polizia di
Stato grazie vi voglio bene, siete i miei angeli''. 

''Mi sono aggrappata a loro come una bambina spaventata ed e' grazie a loro se oggi sono ancora in piedi, serena e libera di scegliere. Mi hanno portato a cena fuori con le loro mogli,
comprato medicine e vestiti; sono passati 4 anni e loro ci sono
sempre'', ricorda Adelina sottolineando l'aiuto ricevuto dai
poliziotti.

''I miei 'protettori' mi picchiavano spesso, soprattutto quando
non rientravo a casa con almeno un milione.... Io mi ero completamente arresa - scrive ancora la ragazza albanese- ma le persone che mi potevano aiutare c'erano e ci sono sempre state. Quando io 'lavoravo' i poliziotti venivano tutti i giorni e ci dicevano che quando avremmo avuto bisogno sarebbero intervenuti subito ad aiutarci. ... Ci ripetevano di non preoccuparci perche' sarebbero stati sempre al nostro fianco e ci lasciarono un biglietto con i numeri di telefono della Questura''.

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