Gentile Direttore del quotidiano "Varese News",
 
Mi chiamo Emiliano e Le scrivo da Scandicci, città alla periferia di Firenze. Sono stato portato a conoscenza dalla mia amica Adelina della notizia di cui sotto.
Vorrei solo darLe brevemente la mia testimonianza per ciò che riguarda la mia personale esperienza in merito a quanto scritto da Adelina.
 Mi sono ritrovato (per mia colpa, lo riconosco) a conoscere una ragazza costretta a prostituirsi dal racket della prostituzione. L'ho conosciuta. E non intendo dire che me ne ero innamorato. Ma semplicemente ho strinto un'amicizia con lei. E lei, da parte sua, si è iniziata a confidare con me riguardo la situazione di costrizione che sta vivendo.
Bhé, alla fine mi recavo da lei, solo per parlare, per farle domande e per offrirle in qualche maniera il mio appoggio. In fondo, è una mia coetanea.
E un bel giorno mi sono guardato nel profondo della mia coscienza e ho deciso di aiutarla.
 Ma nella mia vergogna, non sapevo a chi rivolgermi. Adelina, è stata la prima persona, che mi ha ascoltato e mi ha consigliato. Posso dire che si è data da fare al posto mio più di quanto mi sarei mai aspettato.
Mi ha dato nomi, numeri di telefono della Questura di Firenze e se vogliamo anche un pò di coraggio.
Mi ha indicato con chi dovevo parlare per avere informazioni sul da farsi.
E così, con un pò di coraggio, ho contattato la Questura.
Ma la realtà è ben diversa da quello che ci immaginiamo di poter fare. O da ciò che speriamo possa fare chi di dovere.
Forse perché ero venuto a conoscenza sul sito di Adelina della sua storia passata, che quando è stata aiutata a ribellarsi, i suoi Angeli sono andati da lei tutti i giorni per un mese intero. Forse speravo che la stessa cosa avrebbe fatto chi di dovere qui a Firenze con questa ragazza che mi aveva fatto terribili rivelazioni circa la sua vita.
 Io non voglio criticare l'operato di nessuno. Perché comprendo che ci sono tanti problemi che si celano tra il dire ed il fare. Comprendo che ciascuno ha il proprio modo di agire.
Bhé, Adelina un giorno, mi ha fatto parlare con l'ispettore Luigi della Questura di Varese.
E' stato già incredibile per me, pensare che una persona, mi dedicasse il suo tempo, pur essendo a oltre 300 km di distanza!
Non posso certo dire di conoscerlo di persona (anche se un giorno mi piacerebbe di persona ringraziarlo) ma questo gesto ha avuto per me un significato molto profondo e importante.
Credo che le qualità e l'operato dell'ispettore Luigi nella lotta contro lo sfruttamento della prostituzione e nell'aiuto verso le vittime siano benissimo descritte e citate nella mail di Adelina.
Negli ultimi mesi sono venuto (mio malgrado) a conoscenza di un problema a cui mai prima avrei potuto prestare la mia attenzione. L'ispettore Luigi disponibilissimo ha contattato anche un'associazione di Firenze (a cui poi io stesso mi son rivolto) per poter aiutare ulteriormente questa ragazza. Il suo interesse verso il problema che andavo esponendo mi ha dato se vogliamo ancora più forza e ancor più coraggio nel cercare di andare avanti nell'aiutare in tutti i modi possibili questa giovane donna.
Ho purtroppo constatato che non tutti sono disponibili quanto lo è stato lui nei miei confronti (e di conseguenza nei confronti di questa ragazza).
Ho compreso grazie a lui, che l'unico modo di aiutare, è stare accanto a queste ragazze, giorno dopo giorno, dargli quella fiducia e quella forza che si trovano solo nell'amicizia. Ho compreso, che non è giusto stare a guardare. Non è giusto aspettare una ribellione che non arriverà mai, perché la paura può essere talmente grande da impedire qualsiasi reazione.
Per questo io dico che persone come l'ispettore Luigi M. servono dove più ce n'è bisogno, nei reparti che necessitano di più umanità, pazienza, passione, cordialità.
A mio personale parere non ritengo sia giusto privare un ufficio di una persona che ha mostrato con i fatti, le lodi che Adelina e altre ragazze gli hanno giustamente regalato.
Spero comunque (e ci voglio credere) che altre persone seguano l'esempio di profonda umanità mostrato dall' Isp. Luigi. E spero che portino avanti l'importante lavoro che ha sinora condotto.
 
La mia mail comunque non vuol essere ne' una critica ne' una polemica verso nessuno. Perché sono convinto che tutti insieme, Forze dell'Ordine (Angeli) e cittadini si debba cooperare per una società migliore.
 
La mia mail vuol essere un ringraziamento sincero verso l'Ispettore Luigi, per quello che ha fatto in passato e per quello che farà nel prossimo futuro, per l'aiuto che mi ha dato, che a molti potrebbe sembrare banale, ma per me è stato molto importante. Spero comunque che se lascerà l'incarico attuale, ci sarà sempre qualcuno in grado di portare avanti con lo stesso nobile animo questo importante impegno a stretto contatto con chi viene ogni sera privato della sua libertà, della sua dignità e della sua qualità di donna.
 
Un ringraziamento anche a Lei per l'attenzione concessami.
 
Colgo l'occasione per salutarLa cordialmente.