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Sfruttamento della prostituzione: contrasto e prevenzione
   
Quando si parla di tratta di esseri umani e riduzione in schiavitù si abbracciano numerosi campi: dall’immigrazione clandestina, al traffico di organi umani, allo sfruttamento della prostituzione. Di recente si è parlato anche del traffico di badanti e di quello di minori dopo la tragedia del Sud Est asiatico.

Le cause e i motivi che danno origine a questo fenomeno sono legati soprattutto alle condizioni di vita dei paesi d’origine: povertà, disoccupazione e mancanza di educazione. Motivi che la criminalità organizzata sfrutta per mettere in piedi attività redditizie che spesso servono a finanziarne altre come il traffico di stupefacenti o di armi.
Alla tratta di esseri umani è strettamente legata la schiavitù della prostituzione, una delle attività criminose più redditizie per gli sfruttatori. Donne, a volte giovanissime, vittime di violenze e abusi di ogni genere, costrette a prostituirsi a suon di botte, a consegnare l’incasso e a vivere in stato di schiavitù. Storie che fanno rabbrividire e che riempiono spesso le cronache di giornali e tv mettendo in risalto questo triste fenomeno.
Sempre più spesso le ragazze che arrivano in Italia, come negli altri Paesi, rispondono ad annunci sui giornali o su internet che offrono lavoro come ballerine, cameriere e hostess. Le donne restano ancora le vittime più colpite da questo fenomeno, anche se sta aumentando considerevolmente il numero dei bambini coinvolti.

Ovviamente la tratta di esseri umani "è un fenomeno che non si può contrastare solo nell’ambito delle proprie mura" afferma Francesco Di Cicco vice questore aggiunto del Servizio Centrale Operativo che si occupa di coordinare e seguire l’attività di contrasto allo sfruttamento. "In particolare la tratta a scopo di prostituzione interessa numerosissimi paesi – ha aggiunto- e utilizza forme così complesse da rendere necessaria una collaborazione internazionale tra le varie forze di Polizia per cercare di tenere sotto controllo il fenomeno".

Proprio per questi motivi la lotta alla tratta di esseri umani è diventata anche una priorità dell’Unione Europea che oltre a finanziare progetti e campagne informative, ha esteso per il contrasto di questo fenomeno il mandato di Europol che organizza, tra l’altro, riunioni di esperti e corsi di formazione per agenti di polizia.

Anche in Italia sono tante le attività di contrasto e di prevenzione. Il ministero per le Pari Opportunità ha istituito il numero verde anti-tratta 800290290 e finanziato numerosi progetti tra cui uno per "assicurare il ritorno volontario e la reintegrazione delle vittime di tratta dei paesi di origine" coordinato dal ministero dell’Interno.
Il 21 gennaio 2005 il ministero dell’Interno ha siglato anche una nuova convenzione per la realizzazione di un progetto di prevenzione della tratta di esseri umani in 4 paesi dell’area balcanica: Bosnia-Erzegovina, Bulgaria, Croazia e Ungheria. L’accordo firmato tra Viminale e l’Oim (Organizzazione internazionale per le migrazioni) intende “consolidare le strategie di lotta – si legge in una nota - a una delle più deplorevoli violazioni dei diritti umani per contrastare abusi e violenze sulle giovani con un’opera di sensibilizzazione e di informazione sul fenomeno”.

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8 marzo 2005

 

     
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