Prima pagina di VareseNews
Barra di navigazione
Varese - Sigilli nella notte tra sabato e domenica al “Lucas” di via dei Mille. Si allarga l’inchiesta che sta stroncando un giro di night dove venivano sfruttate giovani straniere
Prostituzione, chiuso un altro locale, i due gestori in manette per sfruttamento

Un altro locale notturno è finito nella rete della Squadra Mobile di Varese. Questa volta è toccato al “Lucas bar” di via dei Mille. L’attività è stata posta sotto sequestro dalla magistratura nella notte fra sabato e domenica con ordinanza firmata dal Gip Ottavio D’Agostino, che ha pure autorizzato la custodia cautelare che ha fatto finire ai Miogni Giuseppe Allerduzzo, del 1955 e Giuseppa Notturno, classe 1948, entrambi di Varese e tutti e due accusati di “sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione”.
Secondo gli inquirenti – le indagini sono coordinate dal Pm Sara Arduini, della Procura della Repubblica di Varese – il meccanismo era identico a quello cher ha visto chiudere, solo una settimana fa, altri quattro locali notturni a Varese: la tecnica cosiddetta “della bottiglia”. I clienti, evidentemente a conoscenza dell’attività secondaria che si svolgeva nel locale, pagavano salate le consumazioni per drink che in realtà nascondevano la marchetta per la prestazione sessuale; questa in parte veniva tenuta dal gestore del locale, in parte data alla ragazza. Anche in questo caso si tratta di prostitute straniere, per la maggiore regolari secondo la legge sull’immigrazione o che avevano un permesso turistico, “ospitate” ufficlalmente a casa di amici.
A dire il vero secondo gli inquirenti, al momento del blitz, nel locale non vi erano molte ragazze. Il fatto è forse da impurtarsi all’aggressione che solo qualche giorno fa ha provocato il ferimento grave di un avventore del bar, finito all’ospedale con un trauma facciale, e che ha fatto scattare le manette ai polsi di un pregiudicato di 42 anni per lesioni gravissime. Un “giro” poco chiaro che probabilmente ha messo in allarme gli avventori abituali.
All’interno del bar erano comunque presenti alcune ragazze in abiti inequivocabili; per terra preservativi usati, segno che alcuni rapporti venivano consumati fra i separè.
Un particolare importante nelle indagini, che la procura varesina conduce dal 1999, sta  in un testimone chiave risultato preziosissimo per ricostruire il sottobosco varesino legato allo sfruttamento della prostituzione. Si tratta di un’imigrata romena che denunciò il suo sfruttatore – un diciannovenne anch’esso rumeno, Romeo Bobu - lo scorso settembre: l’uomo, secondo la ricostruzione della Mobile, la faceva prostituire in un’abitazione di viale Belforte, per “prestarla” – questo il termine usato dagli inquirenti – di tanto in tanto proprio ai gestori del Lucas.

Lunedi 5 Dicembre 2005
Andrea Camurani
andrea@varesenews.it

MANDA QUESTO ARTICOLO STAMPA QUESTO ARTICOLO
»IN VARESENEWS
Varese
Case d'appuntamenti: illegali ma attuali
Legislazione
Prostituzione: Cavour la tollerava, la Repubblica la mise al bando
Lugano
In Ticino prostituirsi è legale, sfruttare no
Varese
Dalla Macedonia con disperazione, sulla strada per necessità
Varese
Schiave del sesso sfruttate e ricattate
Varese
C'era una volta il casìno
Varese
Il business del sesso a pagamento. Sequestrati quattro locali
Varese
«Tre consumazioni obbligatorie prima di fare sesso col cliente»
Varese
«Spendevo mezzo milione a sera per impedire a Stella di concedersi ad altri»
Varese
Adelina, fuggita dalla strada salvata da "angeli in divisa"
Varese
Dalla Macedonia con disperazione, sulla strada per necessità

»IN RETE


Copyright © 2000 - 2005 varesenews.it. Tutti i diritti riservati